giovedì, 10 settembre 2009
Senza giri di parole, tutto d'un fiato: per un (bel) pò di tempo non tornerò più a scrivere su questo blog.
Se mi volto indietro ho come l'impressione che sia finita una fase della mia vita, e che le parole contenute in questo mio diario siano superate dagli eventi e dalle circostanze.
Esattamente come un giornale di qualche decennio fa, esattamente come la PRAVDA.

finguerrafria26
So che nessuno (o quasi) degli amici conosciuti in questi anni spariranno, come non sparisco io: semplicemente cambierò collocazione.
 
postato da: 23giugno alle ore 12:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:saluti, separazioni, amici-ci
giovedì, 06 agosto 2009
Stamattina sullo scute stavo pensando...ed ecco che ho partorito un post. Una cosa nuova: le 5 delusioni estive.....uno di quei post innovativi che richiameranno a me legioni e legioni di splinderiani curiosi.
  1. Passare vicino ad uno dei tanti cantieri aperti lungo le strade sperando che il caldo abbia finalmente fatto capitolare qualche abbronzatissimo operaio preferibilmente bulgaro, e scoprire che (hainoi) un anonimo addetto comunale di kafkiana memoria, abbia detto più o meno sommessamente che "questioni di decoro" impediscono di lavorare a torso nudo (maledetti bastardi, la "libidine geriatrica" non avrà pietà di voi!);
  2. Andare in libreria a comprare quei 2 o 3 classici che ci si ripromette da una vita di leggere, senza però riuscire ad aprire neanche il quarto di copertina (dopo aver fatto la figura dell'antico solo perchè uno ha comprato "Il circolo Pickwick" e non "l'eleganza del riccio");
  3. Ascoltare il telegiornale e sperare (invano) di non sentire più parole come "grande", "esodo", "bollino" e "rosso", soprattutto poche ore prima della partenza: mai speranza fu più vana....l'estate l'informazione va in vacanza;
  4. Parlare con la gente dei tuoi progetti estivi e dover in qualche modo sempre giustificare il fatto che uno possa scegliere deliberatamente per un anno di non fare "il viaggione" (e tutti lì a dire: e come mai? e che fai? scendi dai tuoi, e poi?.....ma perchè nun te fai li....zzi tua?????).
  5. Pensare agli amici vicini e lontani e scoprire che per loro sei un ricordo, doloroso forse, ma solo un ricordo (ok, questo è introspettivo, ma in fondo lo dovevo capire io!!!!).
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categoria:separazioni, stupidità, riflessioni strane
giovedì, 30 luglio 2009
Sono un pò di giorni che sono inquieto.
Forse inquieto non è il termine adatto. La verità è che da 3-4 giorni ci ammazziamo di pizzichi. La società per cui lavoro è in una fase di stanca, perchè quest'estate non abbiamo uscite importanti all'orizzonte, e le cartucce già sparate sono state dei tonfi, oltretutto attesissimi (chi di voi ha sentito parlare de "La misma luna"? Qui a Roma è solo in una sala).
La conseguenza è che mi annoio. Ok, io cerco di fare attività che siano anche slegate dalla normale ciclicità, ma a volte anche queste attività finiscono (e pulisci il partitario fornitori, ed analizza l'ageing clienti, e predisponi i pagamenti: insomma, ci manca che mi metto a fare la manutenzione dell'aria condizionata!!!).
E quando mi annoio penso. E quando penso, penso che vorrei un lavoro che non abbia "buchi" spazio-temporali. Vorrei crescere costantemente, e nonostante oggi possa dire di avere dalla mia la stima del mio capo, questo non è sufficiente per me. Devo cambiare, ed è per questo che mi sto svenando x fare il master che sto seguendo, che spero vivamente possa servirmi, altrimenti posso dire di aver buttato nel cesso circa....meglio che non lo dico, và, se no mi avvilisco!
Già li sento i commenti: "Ma beato te che un lavoro ce l'hai!", "Non lamentarti, i lavori sono tutti così". E' vero: ma questo basta a rasserenare l'animo? A me no.
Che cce devo fà se sono esigente?
Vabbè, ora passerà...senza drammi, e con la ripresa dell'autunno si apre ufficialmente la stagione della ricerca di lavoro. Sono 3 anni che sto qui: è trooooppo!!!!!
postato da: 23giugno alle ore 16:54 | Permalink | commenti (14)
categoria:esperienze mistiche, riflessioni strane, drammi dellumanità
venerdì, 24 luglio 2009
No dico, ma vi pare possibile che uno non sia libero di fare quel cappero che vuole della propria vita?
La questione è la seguente.
Io qualche tempo fa ho deciso di convolare a giusta convivenza con la mia sweet-half.
Ebbene, avendo un contratto di affitto regolare ed un coinquilino subentrato al mio precedente convivente, ho fatto presente prima al proprietario di casa la mia intenzione di lasciare l'appartamento. Lui, inaspettatamente mi è venuto incontro dicendomi che per lui non ci saranno problemi ad ottobre.
A questo punto ne parlo al coinquilino (che condivide semplicemente le spese, ma non è titolare del contratto), manifestandogli la mia intenzione, e dunque dicendogli che deve lasciare l'appartamento tra settembre e ottobre.
Apriti cielo.
A momenti stramazzava a terra, e continuava a rifiutare l'idea, proferendo parole confuse e caotiche.
Ok, non è il massimo, ma tutti quelli che convivono in stanze ammobiliate, come fa lui e come ho fatto io x anni, purtroppo devono in un certo senso accettare situazioni spinose, ma pur sempre inevitabili.....
Gli ho dato non uno ma 2 mesi di preavviso (quando è successo a me di essere "defenestrato", altro che 2 mesi e tutta la mia correttezza).....e lui mi dice che ora deve andare in ferie, a settembre e ottobre è in giro x lavoro e non sopprorterebbe lo stress di un altro trasloco.
Ed io devo sopportare lo stress di una condivisione forzata per chissà quanti mesi (quando gli passa lo stress?) rinunciando al mio progetto di convivenza?
Ora la sua soluzione è subentrarmi nel contratto. Ok, a me andrebbe bene, peccato che ci sono circa 14.500 contro rispetto ad un solo pro. I contro sono i seguenti (tra gli altri): il proprietario vorrà sicuramente imporre un canone più alto (visto che ci ha provato anche con me in tempi non sospetti), inoltre (e soprattutto) quella casa quando iniziammo ad abitarla era vuota: neanche uno spillo, solo la polvere. E' ovvio che io porterò via tutto: sto mettendo su casa da un'altra parte, che faccio, lascio nella mia precedente tutto il mobilio? A beneficio del mio coninquilino?
E poi c'è un altro discorso inerente l'affitto mensile di cui preferisco non parlare.
Ma soprattutto non è stato in grado di farmi una controproposta concreta: del tipo, non ottobre ma novembre (non escludo che l'avrei accettata), continuando ad opporre il solo rifiuto: "No, non esiste un altro trasloco, troppo stress",  e lamentandosi della mia presunta poca correttezza. Io in aggiunta mi sono anche interessato per un'altra stanza che si liberava a casa di un amico, e lui neanche ha preso la cosa in considerazione.
Mi sembra giusto d'altra parte. Allora facciamo così: per ora è andata, ma la prossima volta ti chiedo se posso andare a convivere, vieni con me a scegliere l'arredamento e mi dai una dritta sulla disposizione dei mobili. E te do pure na fetta de culo, visto che mi trovo!!!
Vabbè, oggi è venerdì, tra poche ore sarò fuori dall'ufficio e mi godrò un bel we.
Non voglio pensare ad altro. 
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categoria:separazioni, stupidità, drammi dellumanità
martedì, 14 luglio 2009
A volte credo che il troppo stroppia: mi riferisco a varie cose, importanti come anche banali (come ad esempio l'uso di questo verbo, che detto a voce ha un altro peso, ma a vederlo scritto sembra una cosa abominevole....).
L'amore quando è troppo stroppia: quando ti toglie il respiro, lo spazio vitale, la tua vita di “prima” e mina le fondamenta per la tua vita di dopo.
La diplomazia quando è troppa stroppia: a volte ci vorrebbe un sano vaffanculo per tutte le persone arroganti che ci capitano a tiro.
La vis polemica quando è troppa stroppia: ne so qualcosa......
C'è però una cosa che non immaginavo potesse essere negativa: la si chiami intelligenza, cultura, curiosità intellettuale et similia, è quel “quid” che per intenderci divide alla nascita tutti coloro che al cinema ci vanno una volta all'anno (e magari per vedere Christian De Sica in “Natale in India”)* e tutti coloro che invece, prendendo a prestito il verso di una canzone di Pino Daniele, “voglio(no) di più”!!!!
Ognuno può colorare le categorie a suo piacimento aggiungendo connotati positivi o negativi, a seconda che ci si senta parte dell'una o dell'altra fazione, come novelli Guelfi e Ghibellini: per esempio da un lato Britney Spears dall'altro Lady Ga-ga, Sabrina Ferilli e Laura Morante, Bruno Vespa ed Enrico Mentana, Martufello e Corrado Guzzanti.
Ora, chi mi conosce bene sa che in almeno un caso su 4 (ma possiamo fare anche 2 su 4....minchia se mi sta antipatica la Morante!!!!) io propendo per la visione becera della vita, ma ciò non mi impedisce di avere un atteggiamento (ritengo) costruttivamente critico verso l'altra parte.
Lo stesso spirito critico un po' mi fa inorridire, un po' mi rende più facile accettare l'idea che questo fatidico “quid” a volte possa spaventare: conosco una ragazza splendida, carina, altruista, generosissima, grande ascoltatrice, capace di starti vicino come nessun altro, senza domande, senza giudizi, senza pressioni. Mentre frotte di ragazze si rigirano le fedi su dita grasse e unte di felicità “pret-a-porter”, lei invece ancora non ha trovato l'altra metà della mela, ma semmai qualche nespola appena caduta dall'albero, di quella specie che mentre mastichi ti accorgi che c'è davvero poco intorno al nocciolo! Ed allora realizzo che a volte una testa pensante può far paura molto di più di una piena di pigne (o di nespole).
Io però sono sicuro che presto arriverà il momento in cui qualcuno mi porterà via la mia Rabbri, ed allora come farò? Maledetto, o tu che oserai rubarti la mia sarda preferita!
 
 
*: si si, lo so: sono irrimediabilmente snob!
postato da: 23giugno alle ore 10:35 | Permalink | commenti (5)
categoria:dediche, amici-ci, bonone
giovedì, 09 luglio 2009
Questa è una strana estate, è un'estate di cambiamenti per me.
Sicuramente un'estate che ricorderò, per diversi motivi.
Ne potrei dire uno tra tanti: dopo un periodo di grande difficoltà e smarrimento conseguente alla fine della mia storia precedente ho un'altra persona accanto a me. Tuttavia questo è ovvio.
Meno ovvio è il fatto che per la prima volta quest'estate non farò parte della carovana dei viaggiatori d'agosto: ho preferito in questo momento sospendere i miei viaggi, e dedicarmi un pò di più ai miei (riuscirò a resistere????). E' un modo per incrociare diverse esigenze, non ultima quella di segnare un cambiamento rispetto al passato.
Meno ovvio ritornando a quanto detto prima è anche il mio rinato amore verso il mare, un elemento che lego ai miei ricordi di almeno 10 anni fa, quando con improbabili utilitarie (una Panda diesel con il riscaldamento sempre in funzione), io ed i soliti freaks percorrevamo intrepidi il percorso che divide Melfi dal Gargano (la nostra meta preferita era Mattinata, una bella località piena di luce e di mare pulito). Il mare ora lo vivo in modo diverso, come tutto del resto, in modo più maturo, consapevole e pacificato.
Un'ultima cosa: mi accorgo di essere una persona spesso collerica con chi mi sta intorno. Mi dispiace, davvero. L'unica cosa che mi salva è il fatto che io diventi collerico solo con le persone a cui voglio bene.
Nei prossimi post parlerò dei meravigliosi concerti che mi sto regalando quest'estate (ecco, un'altra novità), ovvero Vinicio Capossela, Patti Smith e qualcos'altro che vedrò più in là. Purtroppo perderò Marina Rei, che mi ha incantato con il suo ultimo singolo "Musa", di cui riporto qualche verso (grazie ancora Rox, per averlo segnalato in tempi non sospetti, mi fido ciecamente dei tuoi gusti sopraffini!!!)

Musa
occhi di oro nero
che rapisci e abbandoni
sussurrami ancora i tuoi versi migliori
non avrò bisognoi di difendermi
sei la + dolce di tutte le poesie
musa che soffoca il grido degli
amanti fra le labbra tue




postato da: 23giugno alle ore 15:29 | Permalink | commenti (5)
categoria:canzoni, amici-ci
giovedì, 02 luglio 2009
Da quanto tempo è che non scrivo più una parola su questo blog? Neanche me lo ricordo più (fortuna che esistono le date, lì in alto a destra!!!).
Sono successe molte cose in queste settimane: persone che sono uscite, altre che sono (ri)entrate nella mia vita, viaggi, viaggetti, fine settimana rubati qua e là per vedere posti, conoscere amici virtuali che finalmente diventano reali (in "carne, ossa e frattaglie", Totò docet!!!).
Comunque. (Come direbbe Nicole Krauss nel suo libro che ho appena finito di leggere "La storia dell'amore", così, senza punti, virgole, ma duro, immediato, ricorrente, per spezzare il discorso, ricordarci che siamo vivi, comunque).
Per riprendere le fila del discorso iniziamo proprio da un bel week end fatto a Genova ormai quasi un mese fa (il 6 giugno per l'esattezza). In effetti questa città l'avevo già vista, ma grazie all'anfitrione Federico (grazie dell'ospitalità!!!), questa volta non l'ho solo vista, ma credo anche di averla capita.
E' una città ricca di contrasti (come molte città portuali), con un cuore pulsante che non ha mai smesso di battere nel pieno centro del centro storico, dove le viuzze strette e piene di negozi si lasciano attraversare restituendo il respiro dell'ospitalità.
Genova a mio avviso è un buon esempio di integrazione: convivono razze, culture, religioni, orentamenti sessuali...tutto in un'(apparente) pacifica quotidianità. Un posto dove si può trovare nel giro di poche centinaia di metri (e spesso molto di meno) le prositute che tentano di adescarti in pieno centro (Via della Maddalena, cantata da De Andrè) e l'aperitivo cool di gente chic (Piazza delle Erbe), i ristorantini sofisticati e le friggitorie del porto. Una città di contrasti, un "melting pot", tanto per usare un termine snob.
Vebbè, forse è meglio vederla un pò questa città!
Iniziamo con una panoramica della città, che qui mi fa venire in mente una specie di Istambul d'Europa (anche se Istambul non l'ho mai vista!)

P6060026Si prosegue con uno scorcio del suggestivo borgo della Camassa

P6060065Per continuare con un meraviglioso micione che stava con la lingua di fuori.....

P6060071e per finire con l'immagine dei due protagonisti, me e Federico!

P6060054
 
postato da: 23giugno alle ore 09:59 | Permalink | commenti (7)
categoria:viaggi, amici-ci
martedì, 19 maggio 2009
E' calato il silenzio intorno a me. Atteso ma improvviso, voluto ma doloroso. E' iniziata una nuova fase, sicuramente difficile, ma necessaria.
Ti ho cercato ancora, incredibile a dirsi, tra le parole che mi scrivesti ormai quasi sei anni fa su un quaderno blu con la tua grafia inclinata (i grafologi direbbero che sei una persona che guarda al passato): non è bastato, perchè c'erano poche parole per me.
Allora ho ripensato a quelle che mi hai detto, ma anche lì con delusione ho compreso che ne avevi spese ancora di meno per me, per noi.
Era tutto inutile, vuoto, ridondante: perchè dire ciò che è scontato?
Peccato che di scontato negli anni c'è stato sempre di meno, man mano che aumentavano la nostra distanza e la mia consapevolezza. Ti sono stato accanto perchè ho pensato che fosse giusto nel mio ruolo di compagno, anche nei momenti difficili, nei tuoi momenti cupi, rinunciando alla tua presenza, alla curiosità, alla voglia di progettare, alla ricerca di me, che avevi ormai smesso di perseguire da anni.
Ti ho chiamato e non mi hai risposto: questo è quanto, niente altro tra noi.
Non ho colpe. Incredibilmente. Le colpe sono tue, solo tue: ora l'ho capito.
Qualche giorno fa ho cambiato disposizione dei mobili. Era necessaio fare qualcosa che dopo tutto questo tempo ancora non avevo fatto. Ho tolto tutti i quadri che soffocavano le pareti: i nostri viaggi tappezzavano i muri, coprivano il bianco, ed invece io ho bisogno proprio del bianco adesso, di pareti pulite pronte da riscrivere. Li ho messi tutti via, li vedi qui. Non li riappenderò, o se lo farò il contenuto cambierà. 


quadrijpg
Ma ora basta, voglio imparare a dire di no, voglio iniziare a fare solo ciò che è giusto per me, e non più ciò che presumo sia giusto per gli altri. Ora è il momento di dire basta al dolore, è iniziata la fase del rancore e della rabbia.
Passerà anche questa, e quando sarà un ricordo, sarò pronto per accogliere chi ha bussato nel frattempo alla mia porta trovandola serrata.
Non chiedo nulla, non posso chiedere nulla a nessuno, di aspettarmi, di volermi ancora, e neanche la comprensione. Ho fatto soffrire chi mi stava intorno, ma se mi allontano ora è proprio per dire basta anche a questo.
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categoria:dediche, separazioni, stupidità
martedì, 12 maggio 2009
Quanto pesano le parole?
Cosa volete che pesino, sono semplicemente delle lettere, messe una dopo l'altra a dare un senso a ciò che diciamo: sono impalpabili, eteree, inconsistenti.
Nulla di più sbagliato. Anche quando servono a dire ciò che di più bello chiunque di noi vorrebbe sentirsi dire, a volte possono diventare dei macigni, delle valanghe che ci vengono addosso senza darci il tempo di pensare, di renderci conto di ciò che sta succedendo.
Ed in un attimo ecco che "le nostre scarpe diventano pesanti".
Poi, passata la slavina ci si ferma a pensare. Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto.

Quanto pesano le parole?

villa adriana
postato da: 23giugno alle ore 23:12 | Permalink | commenti (9)
categoria:appelli
domenica, 10 maggio 2009
Non ho mai amato l'idea di avere una canzone, la "nostra" canzone: per questa volta faccio un'eccezione......

C'è un confine sottile in noi
che a volte sembra non finire mai
tra il mondo chiuso dentro te
e quello che tu dai.

E' un pugno dritto nello stomaco
un vetro rotto dalla fantasia
quel mondo quando passa il limite
per lasciarmi in avaria.

E' un colpo basso anche per l'anima
un tranquillante inutile che mando giù
perché rinasce dalla cenere
ciò che non si è spento ma...

Tu stringimi queste mani fredde per la lunga attesa
tienimi più vicino a te
scaldami tra questa incoscienza e questa falsa resa
lasciami lentamente e poi...



No, mi chiedo: c'è qualcosa di più bello che sentirsi dire "stringimi le mani fredde per la lunga attesa di te....."
Ma oggi mi voglio proprio rovinare.....e pubblico anche il video di questo brano meraviglioso (ringrazio Damnationforsale per i consigli tecnici.....)

postato da: 23giugno alle ore 09:17 | Permalink | commenti (4)
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