giovedì, 09 luglio 2009
Questa è una strana estate, è un'estate di cambiamenti per me.
Sicuramente un'estate che ricorderò, per diversi motivi.
Ne potrei dire uno tra tanti: dopo un periodo di grande difficoltà e smarrimento conseguente alla fine della mia storia precedente ho un'altra persona accanto a me. Tuttavia questo è ovvio.
Meno ovvio è il fatto che per la prima volta quest'estate non farò parte della carovana dei viaggiatori d'agosto: ho preferito in questo momento sospendere i miei viaggi, e dedicarmi un pò di più ai miei (riuscirò a resistere????). E' un modo per incrociare diverse esigenze, non ultima quella di segnare un cambiamento rispetto al passato.
Meno ovvio ritornando a quanto detto prima è anche il mio rinato amore verso il mare, un elemento che lego ai miei ricordi di almeno 10 anni fa, quando con improbabili utilitarie (una Panda diesel con il riscaldamento sempre in funzione), io ed i soliti freaks percorrevamo intrepidi il percorso che divide Melfi dal Gargano (la nostra meta preferita era Mattinata, una bella località piena di luce e di mare pulito). Il mare ora lo vivo in modo diverso, come tutto del resto, in modo più maturo, consapevole e pacificato.
Un'ultima cosa: mi accorgo di essere una persona spesso collerica con chi mi sta intorno. Mi dispiace, davvero. L'unica cosa che mi salva è il fatto che io diventi collerico solo con le persone a cui voglio bene.
Nei prossimi post parlerò dei meravigliosi concerti che mi sto regalando quest'estate (ecco, un'altra novità), ovvero Vinicio Capossela, Patti Smith e qualcos'altro che vedrò più in là. Purtroppo perderò Marina Rei, che mi ha incantato con il suo ultimo singolo "Musa", di cui riporto qualche verso (grazie ancora Rox, per averlo segnalato in tempi non sospetti, mi fido ciecamente dei tuoi gusti sopraffini!!!)

Musa
occhi di oro nero
che rapisci e abbandoni
sussurrami ancora i tuoi versi migliori
non avrò bisognoi di difendermi
sei la + dolce di tutte le poesie
musa che soffoca il grido degli
amanti fra le labbra tue




postato da: 23giugno alle ore 15:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:canzoni, amici-ci
giovedì, 02 luglio 2009
Da quanto tempo è che non scrivo più una parola su questo blog? Neanche me lo ricordo più (fortuna che esistono le date, lì in alto a destra!!!).
Sono successe molte cose in queste settimane: persone che sono uscite, altre che sono (ri)entrate nella mia vita, viaggi, viaggetti, fine settimana rubati qua e là per vedere posti, conoscere amici virtuali che finalmente diventano reali (in "carne, ossa e frattaglie", Totò docet!!!).
Comunque. (Come direbbe Nicole Krauss nel suo libro che ho appena finito di leggere "La storia dell'amore", così, senza punti, virgole, ma duro, immediato, ricorrente, per spezzare il discorso, ricordarci che siamo vivi, comunque).
Per riprendere le fila del discorso iniziamo proprio da un bel week end fatto a Genova ormai quasi un mese fa (il 6 giugno per l'esattezza). In effetti questa città l'avevo già vista, ma grazie all'anfitrione Federico (grazie dell'ospitalità!!!), questa volta non l'ho solo vista, ma credo anche di averla capita.
E' una città ricca di contrasti (come molte città portuali), con un cuore pulsante che non ha mai smesso di battere nel pieno centro del centro storico, dove le viuzze strette e piene di negozi si lasciano attraversare restituendo il respiro dell'ospitalità.
Genova a mio avviso è un buon esempio di integrazione: convivono razze, culture, religioni, orentamenti sessuali...tutto in un'(apparente) pacifica quotidianità. Un posto dove si può trovare nel giro di poche centinaia di metri (e spesso molto di meno) le prositute che tentano di adescarti in pieno centro (Via della Maddalena, cantata da De Andrè) e l'aperitivo cool di gente chic (Piazza delle Erbe), i ristorantini sofisticati e le friggitorie del porto. Una città di contrasti, un "melting pot", tanto per usare un termine snob.
Vebbè, forse è meglio vederla un pò questa città!
Iniziamo con una panoramica della città, che qui mi fa venire in mente una specie di Istambul d'Europa (anche se Istambul non l'ho mai vista!)

P6060026Si prosegue con uno scorcio del suggestivo borgo della Camassa

P6060065Per continuare con un meraviglioso micione che stava con la lingua di fuori.....

P6060071e per finire con l'immagine dei due protagonisti, me e Federico!

P6060054
 
postato da: 23giugno alle ore 09:59 | Permalink | commenti (6)
categoria:viaggi, amici-ci
martedì, 19 maggio 2009
E' calato il silenzio intorno a me. Atteso ma improvviso, voluto ma doloroso. E' iniziata una nuova fase, sicuramente difficile, ma necessaria.
Ti ho cercato ancora, incredibile a dirsi, tra le parole che mi scrivesti ormai quasi sei anni fa su un quaderno blu con la tua grafia inclinata (i grafologi direbbero che sei una persona che guarda al passato): non è bastato, perchè c'erano poche parole per me.
Allora ho ripensato a quelle che mi hai detto, ma anche lì con delusione ho compreso che ne avevi spese ancora di meno per me, per noi.
Era tutto inutile, vuoto, ridondante: perchè dire ciò che è scontato?
Peccato che di scontato negli anni c'è stato sempre di meno, man mano che aumentavano la nostra distanza e la mia consapevolezza. Ti sono stato accanto perchè ho pensato che fosse giusto nel mio ruolo di compagno, anche nei momenti difficili, nei tuoi momenti cupi, rinunciando alla tua presenza, alla curiosità, alla voglia di progettare, alla ricerca di me, che avevi ormai smesso di perseguire da anni.
Ti ho chiamato e non mi hai risposto: questo è quanto, niente altro tra noi.
Non ho colpe. Incredibilmente. Le colpe sono tue, solo tue: ora l'ho capito.
Qualche giorno fa ho cambiato disposizione dei mobili. Era necessaio fare qualcosa che dopo tutto questo tempo ancora non avevo fatto. Ho tolto tutti i quadri che soffocavano le pareti: i nostri viaggi tappezzavano i muri, coprivano il bianco, ed invece io ho bisogno proprio del bianco adesso, di pareti pulite pronte da riscrivere. Li ho messi tutti via, li vedi qui. Non li riappenderò, o se lo farò il contenuto cambierà. 


quadrijpg
Ma ora basta, voglio imparare a dire di no, voglio iniziare a fare solo ciò che è giusto per me, e non più ciò che presumo sia giusto per gli altri. Ora è il momento di dire basta al dolore, è iniziata la fase del rancore e della rabbia.
Passerà anche questa, e quando sarà un ricordo, sarò pronto per accogliere chi ha bussato nel frattempo alla mia porta trovandola serrata.
Non chiedo nulla, non posso chiedere nulla a nessuno, di aspettarmi, di volermi ancora, e neanche la comprensione. Ho fatto soffrire chi mi stava intorno, ma se mi allontano ora è proprio per dire basta anche a questo.
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categoria:dediche, separazioni, stupidità
martedì, 12 maggio 2009
Quanto pesano le parole?
Cosa volete che pesino, sono semplicemente delle lettere, messe una dopo l'altra a dare un senso a ciò che diciamo: sono impalpabili, eteree, inconsistenti.
Nulla di più sbagliato. Anche quando servono a dire ciò che di più bello chiunque di noi vorrebbe sentirsi dire, a volte possono diventare dei macigni, delle valanghe che ci vengono addosso senza darci il tempo di pensare, di renderci conto di ciò che sta succedendo.
Ed in un attimo ecco che "le nostre scarpe diventano pesanti".
Poi, passata la slavina ci si ferma a pensare. Tanto, tanto, tanto, tanto, tanto.

Quanto pesano le parole?

villa adriana
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categoria:appelli
domenica, 10 maggio 2009
Non ho mai amato l'idea di avere una canzone, la "nostra" canzone: per questa volta faccio un'eccezione......

C'è un confine sottile in noi
che a volte sembra non finire mai
tra il mondo chiuso dentro te
e quello che tu dai.

E' un pugno dritto nello stomaco
un vetro rotto dalla fantasia
quel mondo quando passa il limite
per lasciarmi in avaria.

E' un colpo basso anche per l'anima
un tranquillante inutile che mando giù
perché rinasce dalla cenere
ciò che non si è spento ma...

Tu stringimi queste mani fredde per la lunga attesa
tienimi più vicino a te
scaldami tra questa incoscienza e questa falsa resa
lasciami lentamente e poi...



No, mi chiedo: c'è qualcosa di più bello che sentirsi dire "stringimi le mani fredde per la lunga attesa di te....."
Ma oggi mi voglio proprio rovinare.....e pubblico anche il video di questo brano meraviglioso (ringrazio Damnationforsale per i consigli tecnici.....)

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categoria:
mercoledì, 06 maggio 2009
Lo intitolerò così il post di questa sera, parafrasando il titolo di un famoso film degli anni '70.
Indeciso su quanto dire per non spiacere a chi leggerà, ma piuttosto deciso su cosa dire, per liberarmi, svuotarmi, resettare la mente e ripartire da zero.
Le decisioni prese sono state analizzate in tutta coscienza. Non importa se chi le ha subite le ritiene forse l'ultimo atto di un indeciso cronico, in balia degli eventi e delle persone.
Ebbene non è così, è semmai vero il contrario: è vero cioè che ho analizzato i pro e i contro delle mie scelte potenziali, e ciò che ne è scaturito è una situazione di assoluto equilibrio tra persone, aspettative, prospettive e sogni diversi, anzi antitetici.
Per uno che vive anche di sensi di colpa è importante non essere ricordato solo per le cose brutte, ma anche per quelle belle che pur tra mille difficoltà è riuscito a regalare.
Avrei potuto egoisticamente continuare a lasciarmi carezzare dalle attenzioni continue, dalla capacità di sognare, dalla curiosità di chi mi sta(va) accanto, dalla voglia di partecipare alla mia vita: nulla di più semplice per me, e di più comodo.
Ma per poter apprezzare davvero questo grandissimo regalo ho bisogno ancora di ritrovare il mio equilibrio. E' assolutamente facile scambiare questa incapacità per mancanza di volontà: non ne faccio una colpa, io so che non è così, so di essere stato sincero, nel bene e nel male.
Ora è tempo che cammini da solo, per non fare male a nessuno, per non fare male a me stesso.
Ci sono alcune persone che mi aspetteranno, ne sono sicuro.

alluvionePS: Qualcuno si è chiesto quanto fossi alluvionato?
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categoria:separazioni
martedì, 28 aprile 2009
Domenica sono uscito a fotografare. Non lo facevo da molto, troppo tempo. Tempo in cui non ho in effetti avuto la concentrazione per farlo, ma in cui forse a mancare era anche la necessaria curiosità per ciò che vedevo intorno a me.
Quando non sono particolarmente sereno per me è necessario uscire di casa, lasciare le quattro pareti e portare il mio stato d'animo a rigenerarsi, neanche fossero i risciacqui nell'Arno di manzoniana memoria (azz....se ci penso....c'ho fatto pure il compito di italiano all'esame di maturità!!!)....
E' quasi come quella credenza (forse tipica delle mie parti, ma forse un pò di tutto il meridione) in base alla quale dopo un funerale "il morto non lo puoi portare a casa, lo devi portare da qualche altra parte".
Seguendo questa ignobile asserzione, di ritorno da un funerale il primo posto dove andare è un bar, un ristorante o un qualsiasi altro posto (sia pubblico che privato): l'importante è che non sia casa propria o delle persone a cui si vuole bene.
Ora, a parte che penso sia una delle più stupide superstizioni che abbia mai sentito (chi è sinceramente scosso dalla morte di una persona non ha alcuna voglia di dare credito a certe stronzate), ma mi sono sempre chiesto: "Beh, sarà contento il gestore del bar....".

In ogni caso ne è valsa la pena: ho conosciuto Lui, un gatto sornione che si beava del servizio fotografico improvvisato. Per niente intimorito dalla mia macchina fotografica (non propriamente compatta), si è offerto ai miei scatti con estrema disinvoltura.

dormendo......
PS: poi si è anche svegliato....
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categoria:dediche, esperienze mistiche
lunedì, 27 aprile 2009
Non potevo esimermi dal riproporre al gentile pubblico del presente blog alcuni momenti dello "Zucchero-filato Party", svoltosi venerdì sera a casa di una delle SGALLETTATE, serata che oltre allo zucchero filato (o meglio, una sua sotto-sotto-sotto-specie) ha visto anche il riunirsi del gruppo delle SGALLETTATE dopo diverso tempo. Purtroppo i mezzi non consentivano di fare grandi cose, ma qui di seguito ci sono alcuni momenti salienti della serata.

Primo: una delle SGALLETTATE dà una dimostrazione di pragmatismo e senso dell'orientamento (del tipo leggere "Via del Console" ed interpretare "Via della Consolle").


Secondo: un'altra delle SGALLETTATE si cimenta nella preparazione dello Zucchero filato, con esiti disastrosi.

Terzo: la stessa SGALLETTATA tenta in tutti i modi di appioppare il suo manufatto ai presenti, ma nessuno se la fila (compreso il suo ragazzo....a cui rivolge un tenerissimo "Non ne vuoi?....Sicuro?")

postato da: 23giugno alle ore 09:14 | Permalink | commenti (1)
categoria:vip , esperienze mistiche, amici-ci, bonone, shampiste & co
mercoledì, 22 aprile 2009
Tu, che sei parte di me
sciogli i nodi, le resistenze,
le mie mani chiuse


stazione ostienseSiamo sempre in partenza
postato da: 23giugno alle ore 22:19 | Permalink | commenti (6)
categoria:dediche, separazioni
martedì, 21 aprile 2009

Uff…pant pant….ruuumble…..e chi più ne ha più ne metta: 23Giugno è di nuovo tra voi, nel popolo dei bloggers, anche se un po’ acciaccato e con qualche graffio di troppo.

A volte la vita ci regala delle sorprese insperate, che non sempre siamo in grado di poter apprezzare e fare nostre, ma oggi voglio essere positivo, e pensare che ciò che non sono stato in grado di afferrare oggi possa riuscire a fare mio domani.

È (che te lo dico affà) un periodo “pieno” di molte cose, di grande semina, che spero possa dare presto buoni frutti, anche se la stagione si presenta un pò torrida, con poca acqua e molte asperità.

Ok, basta con queste metafore della ceppa, sono stato fin troppo aulico (e criptico direi): 23Giugno è tornato single.

Questa è la novità, una novità importante, che sta già modificando gli assetti della mia vita. Che dire?

Si inizia una nuova vita? Beh, si….ma anche quella di prima non era affatto male!

Posso tornare a fare cose che non facevo più? Beh, si, ma facevo comunque cose che mi piaceva fare….

Posso finalmente spararmi la visione di “Cornetti alla crema” e “La moglie in vacanza, l’amante in città”? Beh, si…..ma avrei potuto farlo anche prima!

E allora viene spontaneo chiedersi, con il buon Marco Masini…..perchè lo fai????

La risposta c’è, ma è dentro di me. Un dentro molto dentro….una difficoltà ad accettare l’idea di un rapporto “maggiormente articolato” in un momento in cui io necessito della giusta “decompressione” dopo la fine della mia precedente storia. Una storia che nel bene e nel male mi ha segnato profondamente, e che mi ha reso quello che sono in questo momento.

Avrei voluto dire di più, avrei voluto spiegare, dire del perché non sia riuscito ad accettare l’idea di una convivenza quando era ancora così fresco il ricordo della mia precedente, del perché l’abbia improvvisamente accettata per poi tornare sui miei passi. Mi aspettavo comprensione, ho avuto il rifiuto. Nessun rimorso, ogni scelta che ho fatto, l’ho fatta per amore, solo per amore.

Il tempo mi dirà, ci dirà cosa succederà. Il dialogo non finisce, la speranza dell’amore è sempre viva.


“viva l’amore….anche quando dentro lascia un segno…..” diceva l’immensa Mia.

 

PS: saluto tutti i miei amici bloggers che forse si sono chiesti che fine avessi fatto: la risposta è semplice e immediata, ed è che la riflessione costa tempo e fatica, e soprattutto disponibilità mentale. Scrivere in quel momento non sarebbe stato giusto per me, e per chi mi leggeva.

postato da: 23giugno alle ore 18:32 | Permalink | commenti (4)
categoria:separazioni, esperienze mistiche